TRE CAPRICCI FELLINIANI

TRE CAPRICCI IN OMAGGIO A FELLINI
TRE VIDEO DI FRANCO DI MATTEO PROIETTATI A SEGUIRE IL 20 GENNAIO NEL CENTENARIO DELLA SUA NASCITA AL MUSEO LUIGI MAGNI E LUCIA MIRISOLA


“Approfittati pure di me” 1986
“Elisabetta Catalano in otto e mezzo” 2012
“Incendio Fellini” 2014


I tre video nascono ognuno da una motivazione diversa
Il primo enfatizza le tipiche atmosfere oniriche del maestro con una “forzatura” rispetto ai suoi topos dopo il film “Ginger e Fred, come la suprema noia delle televendite, come la donna in perenne, sfuggente seduzione, le comparse manichini, i vari freex che normalmente stazionavano nei suoi set, e l’aspetto messianico del personaggio “telerivelazione”

Il secondo nasce da una fotografia che avevo di tazio Secchiaroli del set di “Otto e Mezzo”, con uno splendido primo piano di Elisabetta Catalano. Volli saperne di più, riunii le pose della Catalano, e fu evidente che non era una semplice apparizione, ma una vera parte; era la cognatina di Guido, il protagonista, ed ha una delle battute più al vetriolo nei suoi riguardi. Fu in quel set che la Catalano iniziò a fotografare; si perse un attrice, ma si guadagnò una ritrattista straordinaria,

Il terzo video è il quasi una riscrittura sempre in chiave tarsch del suo mondo; la Casa del passeggero, un suo luogo d’affezione, da lui rievocataa in “intervista”, era divenuta una discarica ( si vede fino a che punto nell’ultimo fotogramma) ; ho pensato a delle fiamme purificatrici, dove la meravigliosa bellezza dei suoi ricordi di ragazzo avessero ragione sul degrado estetico e mediatico degli anni 90. Ed ecco l’apparizione di Mina, da lui idolatrata, la beffa di attori improbabili a parodiare i suoi sogni, l’avanzamento di madonne in processione in delosanti perefiferie, il caos del traffico che non impedisce flussi di splendori barocchi. Il melange è irrobustito da momenti del film dove il materiale umano sembra guidare le sue scelte espressive; ed ecco mostruose maschere appaiono tra i fiori, e si compenetrano i volti di baccanti, per rilvelarsi alla fine sovrapposte a raffigurare il dipinto le Demoiselle di Avignon, le ragazze di un bordello mostrificate da Picasso, ma sempre molto umanizzate da Fellini. Il tutto sempre con il massimo rispetto ed amore per Federico il grande.

FRANCO DI MATTEO